Pannelli

Decorativi sia appesi ai muri che appoggiati su mobili e credenze, o inseriti in grandi telai come elemento di composizione, questi pannelli in teck arredano la casa ...

Sedia bassa

Sedia bassa in legno di teck impiega durante la cerimonia sunatan dell'etnia madura. Si tratta di un rito di passaggio che segna l'entrata del bambino nell'adolescenza, denotata dalla circoncisione. Durante il giorno festivo della cerimonia ...

La musica di Giava incanta Claude Debussy

Nell’arcipelago indonesiano, il gong è uno strumento musicale che riempie una moltitudine di funzioni utili tanto alla comunicazione,quanto ai rituali. Quando avviene qualcosa nel villaggio, si suona il gong per avvisare gli abitanti ...

Borneo Tribal Art

[ ...] Le caratteristiche socio-culturali dei popoli del Borneo sono emerse al seguito di un lungo periodo di contatti, tra diverse popolazioni dell’isola da una parte e con altre culture del Sud- Est asiatico e anche da più lontano dall’altra. I movimenti di popolazione, complessi, hanno permesso la diffusione di oggetti, di disegni, di idee, di istituzioni e tecniche artigianali ...

Archivio di febbraio 2011

La danza del guerriero

La danza "Mandau" del isola di Borneo



Portfolio - Borneo Gallery


 Festival Film Locarno
 Garni Golf Ascona
 Planet Fitness

Uno spazio esotico, accogliente e curato nei minimi particolari

Uno spazio esotico, accogliente e curato nei minimi particolari - SI

Raiffeisen Muralto: spazi d'arte indonesiana

Raiffeisen Muralto: spazi d'arte indonesiana - Giornale del Popolo

     

Agenda - Serata Indonesiana

Agenda - Serata Indonesiana - La Regione Ticino

L'Indonesia e di casa

L'Indonesia è di casa - La Regione Locarno

Spazi d'arte indonesiana

Spazi d'arte indonesiana - Panorama, Raiffeisen     

Arte di Giava e Bali

Arte di Giava e Bali - Corriere del Ticino  

Una serata di gusto indonesiano

Una serata di gusto indonesiano - Corriere del Ticino 

Sedia bassa

SEDIA "SUNAT"

Sedia bassa in legno di teck impiega durante la cerimonia sunatan dell'etnia madura. Si tratta di un rito di passaggio che segna l'entrata del bambino nell'adolescenza, denotata dalla circoncisione.

Durante il giorno festivo della cerimonia la sedia costituisce il trono del bambino che riceve la visita di tutti i suoi famigliari, provenienti anche dalle regioni più lontane dell'arcipelago; insieme agli auguri portano i regali.
SEDIA "SUNAT"


La festa si svolge in casa ma anche per le strade, dove una lunga processione accompagnata da canti e musica si snoda nei dintorni.

Scultura decorativa in legno

La scultura decorativa in legno è tradizionalmente presente in Indonesia in diverse regioni dell’arcipelago tra cui - soprattutto - le isole di Java, Bali e Madura.



la battaglia di Rama - Isola di Bali
 
Le differenze principali risiedono nella scelta dei soggetti da rappresentare e nel timbro dato ai loro lineamenti. Per questo motivo a Java i disegni decorativi sono in prevalenza floreali e il dragone ha la testa più arrotondata mentre a Madura - influenzata fortemente dallo stabilirsi di commercianti cinesi - si scolpiscono più immagini di animali e i dragoni hanno la testa più allungata. La scultura decorativa in questo senso è anche un lavoro su commissione che esprime gusti ed origine della persona che lo richiede.

PANNELLO - ISOLA DI MADURA

Pannelli


Motivi floreali, animali, richiamo al mitologico e raffigurazioni di origine rituale; sono i temi scolpiti, strettamente legati al contesto quotidiano e culturale della famiglia che li espone nella propria casa. Come i mobili, i pannelli giavanesi sono ottenuti dalla scultura del teck.



Decorativi sia appesi ai muri che appoggiati su mobili e credenze, o inseriti in grandi telai come elemento di composizione, questi pannelli in teck arredano la casa giavanese.

Il ritmo del grande Gong



Nella musica giavanese l'articolazione ritmica si basa su ampi cicli, ciascuno dei quali si conclude con un inconfondibile colpo del grande gong (gong ageng), dal suono più grave di tutti gli altri. Un ciclo ritmico che può essere di 4, 8, 16, 32 unità, si suddivide al suo interno in unità più brevi, ciascuna delle quali è marcata dalla percussione di gong più piccoli del gong ageng, di suono più acuto. Su base esclusivamente binaria si crea così una rete di punti di riferimento per gli esecutori che suonano gli strumenti melodici. 



La concezione ritmica giavanese si basa dunque su una suddivisione interna di un ciclo di ampie dimensioni, piuttosto che su un principio additivo di unità minime, come nel caso delle 'battute' nella musica occidentale.



Un altro importante concetto è quello di irama, o tempo di esecuzione, che viene distinto in lento, medio e veloce. Spesso in un brano si verificano una o più transizioni da un irama a un altro, seguendo i segnali eseguiti dal tamburo.

Tratto dal testo di Giovanni Giuriati, I suoni dell'Isola: guida minima all'ascolto, in sistemamusica.it, settembre 2001

I primi gong

I primi gong fanno la loro apparizione nelle sculture del XIII-XIV sec. tra i templi dell’impero Hindu di Majapahit. Queste raffigurazioni mostrano piccoli gong montati in coppia su un bastone o appesi singolarmente a una corda tenuta nella mano e suonati con un mazzuolo imbottito. La letteratura antica suggerisce che i gong furono presenti in Indonesia sin dal IX sec. In origine venivano usati come tamburo di battaglia, un suono adoperato per incoraggiare i soldati e per infondere paura nei loro nemici. 
Un bassorilievo del tempio di Borobudur (VIII sec.) raffigurante uno strumento a percussione è la testimonianza più antica al mondo in questo senso. Però, la mancanza di ulteriore documentazione sulle pietre più antiche, suggerisce che i gong erano poco comuni fino al periodo dell’impero Hindu di Majapahit. È possibile che prima non fossero lo strumento della classe dirigente o che non avessero importanza in ambito religioso.

Tratto dal testo di Robert Hock, The history of gamelan, in arkeologi.net, giugno 2005
Tradotto dall’inglese da Borneo Gallery

La musica di Giava incanta Claude Debussy

La musica dell'isola di Giava, in Indonesia, affascinava gli ascoltatori europei già oltre un secolo fa, e continua ancor oggi a farlo per la sua ricchezza, la sua complessità e per le sue sonorità inusitate.


Nell’arcipelago indonesiano il gong non è solo uno strumento musicale ma riempie anche una moltitudine di funzioni che servono tanto alla comunicazione, quanto ai rituali. Se succede qualcosa al villaggio, si suona il gong per avvisare gli abitanti che si sono allontanati per lavorare nelle risaie. I colpi, scanditi a un ritmo ben determinato, sono destinati a essere interpretati. Il gong puo chiamare l’abitante di un villaggio a un’assemblea, annunciare l’inizio di una cerimonia o trasmettere certi messaggi, come un decesso o l’arrivo di invitati importanti.

Batik

Il batik può essere definito come un metodo di applicazione di un disegno colorato su fibra tessile tramite l’uso della cera per le parti che non devono essere tinte. La parola che deriva dal giavanese ambatik letteralmente significa «disegno » e « scrittura » e dà un’idea ancora più chiara di quest’arte che esprime cultura e mitologia dei luoghi in cui nasce : batik è insieme dipingere e raccontare. Per i giavanesi, il batik traccia i legami con la tradizione, il credo, il folclore, la vita e il protocollo dei tempi dei sovrani. I suoi splendidi colori e motivi indicano la regione di provenienza e il rango della persona che lo indossa.

Le tecniche tradizionali di applicazione della cera sono quelle del disegno a mano eseguito per mezzo di un pennino (canting) e dello stampo. Molto usata e’ anche la tecnica mista che prevede l’applicazione della cera sul tessuto tramite gli stampi in rame e il canting. A seconda delle dimensioni e della tecnica, la preparazione di un batik tradizionale può richiedere fino a tre mesi di lavoro.

Danza & Maschere Hudo'


Hudoq è il nome della maschera tradizionalmente indossata nell’omonima danza che si svolge presso vari gruppi dayak dell'est di Kalimantan in rituali agrari celebrati prima della raccolta del riso, allo scopo di scacciare gli spiriti nefasti che potrebbero uccidere l'anima del riso, per garantire un buon raccolto.
Per questo motivo, la maschera dai grandi occhi arrotondati, con la bocca piena di pericolose zanne e il disegno barocco composto da ripetute linee ricurve, ha un aspetto volutamente intimidatorio (foto a destra).
 
L’importanza del rituale agrario e della danza si ritrova in un eccezionale palo-base di mausoleo (salong), destinato a un dayak di origine aristocratica, sul quale era posto l'ossuario a forma di casa del defunto. Il volto mima un atteggiamento del danzatore: immaginando un urlo che l'accompagna, la lingua fuoriuscente verso l'alto e le dita che dilatano la bocca si aggiungono e rafforzano l'espressione di un volto volutamente intimidatorio.