Il ritmo del grande Gong



Nella musica giavanese l'articolazione ritmica si basa su ampi cicli, ciascuno dei quali si conclude con un inconfondibile colpo del grande gong (gong ageng), dal suono più grave di tutti gli altri. Un ciclo ritmico che può essere di 4, 8, 16, 32 unità, si suddivide al suo interno in unità più brevi, ciascuna delle quali è marcata dalla percussione di gong più piccoli del gong ageng, di suono più acuto. Su base esclusivamente binaria si crea così una rete di punti di riferimento per gli esecutori che suonano gli strumenti melodici. 



La concezione ritmica giavanese si basa dunque su una suddivisione interna di un ciclo di ampie dimensioni, piuttosto che su un principio additivo di unità minime, come nel caso delle 'battute' nella musica occidentale.



Un altro importante concetto è quello di irama, o tempo di esecuzione, che viene distinto in lento, medio e veloce. Spesso in un brano si verificano una o più transizioni da un irama a un altro, seguendo i segnali eseguiti dal tamburo.

Tratto dal testo di Giovanni Giuriati, I suoni dell'Isola: guida minima all'ascolto, in sistemamusica.it, settembre 2001

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